Home » Articoli » Album Review » Ryan Keberle & Catharsis: Azul Infinito
Ryan Keberle & Catharsis: Azul Infinito
Il trombonista risiede a New York del 1999 e nell'ultimo decennio s'è imposto come uno dei migliori solisti della sua generazione, collaborando con le massime orchestre attuali (Maria Schneider, Darcy James Argue, Ryan Truesdell) e con organici di varia estrazione ma sempre prestigiosi (facenti capo a Dave Douglas, David Byrne, Miguel Zenon o David Bowie).
Le sue doti d'arrangiatore e leader s'erano evidenziate sia nel precendente Double Quartet che in quest'organico privo di strumenti armonici ma ora Keberle coglie pienamente il segno, presentando un progetto originale e coerente, un concept album ispirato all'universo musicale sud-americano.
Nelle note di copertina il trombonista ricorda che i primi amici di New York, quand'ancora frequentava la Manhattan Schoool of Music, appartenevano alla comunità sud-americana. "Ogni brano originale -scrive -è dedicato o direttamente influenzato da uno specifico compositore con cui ho avuto il piacere di suonare." Tra questi abbiamo Samuel Torres ed Emilio Solla ma il repertorio comprende anche tre composizioni di Ivan Lins, Pedro Giraudo e Sebastian Cruz."
Come dicevamo il contributo di Camila Meza è significativo. L'emergente vocalist cilena interviene in tutti i brani nella duplice veste di scat singer (dove interagisce nel collettivo accanto agli altri strumenti) e di cantante che interpreta (in inglese e in spagnolo) un song. Il patrimonio ritmico del folklore sud-americano e l'indolente eleganza delle sue melodie sono fonte d'ispirazione per Keberle, che sviluppa un percorso intenso e raffinato, potendo contare su eccellenti partner. A differenza di operazioni simili, i caratteri centrali del jazz (groove ritmico, assoli stringenti, suggestioni timbriche) non perdono la loro centralità ma si arricchiscono di nuove suggestioni. Una sintesi eccentrica ed originale, dunque, tanto eclettica nella costruzione formale quanto fresca e accattivante all'ascolto.
Il brano d'apertura, "I Thought I Knew" è indicativo. Dopo un ipnotico ostinato vocale/strumentale, la cantante canta i versi del poeta Manca Miro sostenuta da ritmi che rimandano alla danza argentina chacarera mentre i fiati coniugano sofisticate armonizzazioni con quadri liberamente improvvisati. Ma tutto il disco è un percorso sempre cangiante e ricco di sorprese, che si muove tra liriche melodie e ritmi frastagliati, con il giusto spazio per gli assoli. Ogni tema ha vari motivi d'interesse ma "Madalena," "Cancion Mandala" e l'ambizioso "Eternity Of An Instant" sono superlativi.
Track Listing
I Thought I Knew (For Pedro Giraudo); Cancion Mandala; Mr. Azul (for Samuel Torres); She Sleeps Alone (For Sebastian Cruz); Quintessence (For Ivan Lins); La Ley Primera; Eternity of an Instant (For Emilio Solla); Madalena.
Personnel
Ryan Keberle
tromboneRyan Keberle: trombone, melodica; Camila Meza: voce; Mike Rodriguez: tromba, pandeiro; Jorge Roeder: contrabbasso, basso elettrico, basso FX; Eric Doob: batteria.
Album information
Title: Azul Infinito | Year Released: 2016 | Record Label: Greenleaf Music
About Ryan Keberle
Tags
PREVIOUS / NEXT
Ryan Keberle Concerts
Become a Sustaining Member
Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.
Help Build the Future of All About Jazz
Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.
Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.
Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.






